Siena, 14 giugno 1958.

Nella Contrada dell'Oca, acerrima nemica della Torre, una stella inizia a splendere: è la stella di Gianna Nannini.Gianna, insieme ai suoi due fratelli Alessandro (il minore, ex pilota di F1) e Guido (il maggiore), era l'orgoglio di suo padre Danilo Nannini, imprenditore dolciario.Il desiderio di cantare nacque in lei sin da bambina, malgrado questo la spingesse ad avere frequenti e burrascose discussioni col padre e, per tale motivo, ad ogni pranzo in cui l'intera famiglia era riunita, i due venivano fatti sedere a distanza di "sicurezza". Forse il motivo di tale passione per la musica è da attribuirsi al pianoforte della zia, oggetto che la incuriosiva ed affascinava per la raffinatezza della forma e la bellezza dei suoni che produceva (pianoforte che, in seguito, la zia le presterà). Danilo, tuttavia, avrebbe voluto che la figlia accantonasse l'idea di fare musica per aiutarlo a portare avanti la sua attività. Nell'autorità e severità del padre, che una volta, dopo averla sorpresa con la minigonna gliela tagliò in mille pezzi, si nascondeva un grande amore per l'unica figlia femmina che, magari, avrebbe potuto inoltre realizzare il suo progetto di una pasticceria industriale.

La piccola Gianna sognava già l'indipendenza dall'età di cinque anni, quando ogni giorno usciva di casa per andare dal tabacchino a comprare le chewing gum, le figurine, le cioccolate o a fare fotocopie: era in quegli attimi che respirava davvero la libertà; crescendo, maturò un carattere ribelle che la aiutò a prendere le decisioni importanti che, in seguito, segnarono il suo futuro.

Decise di accontentare il padre e durante gli anni del liceo scientifico iniziò a lavorare per un certo periodo di tempo nella pasticceria paterna, quel tanto che bastava per mettere da parte i soldi che le sarebbero serviti per andarsene finalmente via di casa e per partecipare di nascosto (complice la zia Anna e talvolta la madre) a dei concorsi canori per voci nuove, al Festival delle due Riviere e a dei provini, come quello per la Fonit Cetra a Torino, dove però venne scartata con la motivazione di essere troppo "squadrata".

Un grave incidente con un macchinario per la lavorazione della pasta frolla nella pasticceria del padre le tranciò due falangi della mano destra, poco tempo dopo: un incidente terribile e doloroso che, come lei spesso racconta, le fece uscir fuori la voce "rock".

La stessa voce che, grazie ad un prezioso consiglio della maestra di canto bulgara e dieci lezioni di canto prese a Londra, riuscirà a svilupparsi in tutta la sua potenza, traendo energia dalle ovaie e dall'utero, sfidando un diapason a 440 Hertz. Senza perdersi d'animo e coi soldi del risarcimento per l'incidente, comprò un auto e, a soli diciotto anni (Gianna frequentò per sua scelta una scuola privata nei pressi di Bologna, il collegio "Pascoli", per poter fare due anni in uno e terminare prima gli studi) partì alla volta di Milano, dopo aver studiato anche pianoforte al Conservatorio "Luigi Boccherini" di Lucca, che però abbandono nel 1974, all'ottavo anno e poco prima di sostenere l'esame finale, lasciandosi alle spalle gli affetti familiari e le amicizie di sempre (tra cui il suo amico d'infanzia Luis e la ex vicina di casa Lucy).

E' il 1975 e a Milano Gianna trovò anche il tempo per iscriversi alla facoltà di Filosofia. In questo nuovo ambiente culturale entrò a far parte del panorama musicale italiano con il gruppo dei "Flora, Fauna & Cemento" di Mario Lavezzi. Un gruppo che ebbe vita breve e che pubblicò solo un singolo, contenente le canzoni "Stereotipati noi" e "Congresso di filosofia" . Un fiasco totale. In realtà, Gianna aveva già idea di cosa fosse un gruppo musicale: ai tempi della scuola, insieme a due amiche, aveva fondato una sorta di band tutta al femminile, denominata "Struto Camelus", che si esibiva alle feste in uno striminzito sgabuzzino sotto casa sua, ribattezzato per l'occasione il "Club Saca". Il loro inno? "Noi siam della Saca, si scapperà di casa!". Non poteva esserci motto migliore per la nostra giovane e ribelle Gianna!

Dopo un'infinità di pro vini presso discografici a Milano e Roma, che tentarono in tutti i modi di volerle cambiare stile e personalità imponendo le loro regole, senza (fortunatamente) mai riuscirci, la sua carriera prese il largo nel 1976, quando pubblicò il suo primo album dal titolo "Gianna Nannini". Affascinata dal teatro di ricerca ed in particolare dalla produzione del poeta e drammaturgo tedesco Bertolt Brecht, partì in tournè col Teatro di Roma. Ritorno alla musica in grande stile: nel 1977 Gianna pubblicò il suo secondo album, intitolato "Una radura": grazie alle vendite, riuscì finalmente a mettere da parte i soldi necessari alla realizzazione del primo viaggio della sua vita, in america.

Lì scoprì un mondo completamente nuovo e diverso, scenari da film, ricchezza, ma anche sconfinata povertà e degrado sociale.

E' il 1979 ed uscì "California", l'album dello scandalo in Italia a causa della sua rivoluzionaria copertina (la Statua della Libertà con un vibratore a stelle e strisce in mano), della svolta rock e della canzone "America", che trattava apertamente il tema della masturbazione, all'epoca ancora tabù da noi. Se è vero che non ricevette grandi consensi in Italia, in Germania la situazione fu ben diversa e fu al primo posto nelle classifiche; Gianna decise così che da quel momento in poi si sarebbe dedicata anche al mercato tedesco.

Dopo un duro inizio (la difficoltà nel farsi comprendere in un Paese ancora minato dalla divisione tra Est ed Ovest, tuttavia quasi subito superata dopo i primi concerti) ed il rifiuto di sottostare alle imposizioni della più importante tv tedesca, venne ingaggiata per uno degli spettacoli live più memorabili della sua carriera in Germania: il famosissimo "Rockpalast" al Markthalle di Hamburg, il posto dove persino i Beatles iniziarono la loro carriera. Lo show ebbe un successo strepitoso ed accrebbe la popolarità di Gianna in Germania.

Una svolta musicale arrivò sopratutto grazie alla realizzazione della colonna sonora del film "Sconcerto rock" prodotto da Bernardo Bertolucci ed alla fruttuosa collaborazione con Conny Plank, il "guru del synth", già produttore tra l'altro degli Ultravox, che aiutò Gianna a trovare una propria identità musicale e spinse la sua musica verso nuove sperimentazioni. Nello stesso periodo conobbe Annie Lennox, la biondina degli Eurythmics dalla voce graffiante, con cui avviò una breve collaborazione di successo .

1982: dopo l'insuccesso di "G.N." e dell'anno precedente, ecco uscire "Latin Lover, l'album della definitiva libertà artistica di Gianna, non più vincolata dalle decisioni delle case discografiche. Non solo: partecipò al "Rockpalast" di Essen come unica celebrità italiana fino ad allora ammessa ed il concerto venne trasmesso in tutta Europa, con una spettacolare diretta di ben cinque ore.

L'anno dopo la sua popolarità fu talmente grande che persino il regista Gabriele Salvatores decise di contattarla per offrirle la parte di Titania, la regina della notte, nella trasposizione cinematografica della commedia di Shakespeare "Sogno di una notte di mezz'estate" (titolo esatto del film: "sogno di una notte d'estate"). Tutti questi progetti incalzanti portarono però ben presto Gianna ad un esaurimento psicofisico: perse la voce, cadde in depressione, si isolò dal resto del mondo e pensò anche al suicidio. In suo aiuto accorsero i genitori ed alcuni amici che, per farla riprendere, la riportarono a Siena e, per l'esattezza, alle Terme di Bagno Vignoni. Seguì un periodo di visite presso neurologi, dal quale si riprese in breve tempo (i medici stessi rimasero stupiti per la sua sorprendente e rapida ripresa). Gianna aveva toccato il fondo, ma ne era uscita vincitrice e, sicuramente, più rafforzata di prima.

Il successo della canzone "Fotoromanza" del 1984 (contenuto nell'album "Puzzle", che raggiunse il secondo posto nelle classifiche di vendita) la portò a partecipare anche al "Festivalbar" all'Arena di Verona, dove vinse, così come vinse anche a "Vota la Voce", aggiudicandosi inoltre il Telegatto d'oro per il miglior testo. Tuttavia, dopo l'uscita del pezzo, venne accusata di aver tradito il rock. Critiche inutili e leggere invidie, ben presto lasciate alle spalle da una grintosa Gianna che continuò a fare tour in tutta Europa, venendo ingaggiata successivamente persino dal grande Michelangelo Antonioni (il regista preferito di Gianna) per la realizzazione del videoclip del brano.

Nel 1985 uscì "Tutto live", la prima raccolta live di Gianna e dei Primadonnas, ma l'anno seguente ecco un'improvvisa ispirazione ed un nuovo successo: "Bello e impossibile", contenuto nell'album "Profumo", vincitore di ben due dischi di platino, che la portò ad una nuova scalata verso il successo ed alla partecipazione a nuove trasmissioni televisive come "Fantastico", condotto da Pippo Baudo.

La sua collaborazione con Conny Plank, morto di cancro, si concluse proprio durante la realizzazione della raccolta di successi "Maschi ed altri" nel 1987 (raccolta che vendette più di un milione di copie).

Il 1° maggio dello stesso anno Gianna si esibì alla Schauspielhaus di Amburgo con artisti del calibro di Sting e Jack Bruce ed il concerto (un repertorio di canzoni di Bertolt Brecht e Kurt Weill) venne trasmesso persino dalla RAI qualche tempo dopo. L'anno successivo uscì "Malafemmina", che conteneva una canzone anti-guerra, cioè "Hey bionda".

Nel frattempo si avvicinò il 1990 e con esso anche i Mondiali di calcio: per l'occasione, Gianna venne chiamata per duettare con Edoardo Bennato per la realizzazione dell'inno "un'estate italiana", ma alla fine il lavoro non le piacque ed inizialmente decise di rifiutarsi, ma scoprì che il provino venne tenuto e, malgrado la sua opposizione, si vide costretta ad accettare che il brano venisse inciso, facendo tuttavia in  modo che i proventi delle vendite andassero in aiuto di Amnesty International. La sua rabbia venne placata da Maradona, che assistette alla "sfuriata" (del tutto lecita!) di Gianna contro i discografici, che ancora una volta credettero di poter fare di testa loro. 

Finiti gli anni '80 e finita un'era musicale, ecco aprirsene un'altra, se possibile ancora più ricca di successo e collaborazioni vincenti: una nuova super band, l'uscita di "Scandalo" e l'inizio di un tour in Germania che raccolse ancora una volta molti consensi (in Italia, invece, la critica fu abbastanza pesante).

Una piccola parentesi va aperta riguardo suo fratello Alessandro, che purtroppo proprio nel 1990 perse la mano destra (che gli venne tuttavia salvata e reimpiantata da un'equipe di medici di Firenze) in un incidente con un elicottero di sua proprietà. questo avvenimento segnò la fine della sua carriera come pilota di Formula 1, mentre continuò per alcuni anni a gareggiare con successo in Gran turismo, partecipando anche a due Campionati (italiano e mondiale negli anni 1992 e 1993).

Abbandonato definitivamente il mondo delle corse auto, decise di proseguire la strada del padre, iniziando ad occuparsi di torrefazione e vendita di caffè pregiati, anche a livello internazionale.

Ma torniamo a parlare di Gianna.

Da un soggiorno a Torre del Lago partì l'ispirazione per "Radio Baccano", traccia numero uno contenuta nel nuovo album "X forza e x amore" del 1993, per la quale scelse il nuovo idolo giovanile del momento, Jovanotti, per duettare con lei.

Nel frattempo, seppure fuori corso di ben 14 anni, decise di riprendere anche gli studi universitari laureandosi con 110 e lode sulla tesi dal titolo "Relazioni corpo-voce in una prospettiva di antropologia musicale", esponendo ai docenti universitari le scomposizioni del corpo che danno origine alla voce in cinque culture femminili diverse.

Le storie della nonna paterna sulla tradizione popolare toscana fecero maturare in lei (stiamo parlando del 1994) l'idea per un'"opera rock" sulla Pia de' Tolomei, personaggio dantesco della Divina Commedia; Gianna si mise subito all'opera, facendo un lungo ed attento lavoro di ricerca, aiutata dalla poetessa Caterina Bueno e dalla scrittrice Pia Pera. Sarà proprio quest' ultima a venir ingaggiata per scrivere il libretto dell'opera.

Tuttavia, il progetto finì in un cassetto per essere ripreso solo anni dopo, ma di questo parleremo più avanti.

Gli anni passarono ed il lavoro instancabile della nostra Gianna proseguì senza sosta, con l'uscita degli album "Dispetto" del 1995, "Bomboloni Greatest Hits" del 1996 e, due anni più tardi, "Cuore", con relativa tournè in tutta Italia.

Dopo un periodo trascorso a Catania, raccolse le idee per un nuovo album, per il quale decise di collaborare con la scrittrice "goth" Isabella Santacroce e non solo: il regista Enzo d'Alò chiese proprio a lei di scrivere una canzone per la colonna sonora del film di animazione "Momo alla conquista del tempo"; la canzone si intitolò "Aria" e, successivamente, venne inserita nel nuovo album omonimo del 2002.

La passione pere il pianoforte le diede, nel 2004, l'ispirazione per un album contenente brani del suo repertorio rifatti per l'occasione in versione esclusivamente strumentale; durante l'uscita del disco riallac ciò anche i rapporti di collaborazione con la grintosa Adele Di Palma, colei che divenne e che è tutt'oggi la sua manager. Con questa nuova spalla pubblicò, nel 2008, l'album "Grazie", che fu un vero successo di pubblico e di critica, tant'è che vinse l'edizione del Festivalbar ed il premio come miglior disco dell'anno, cinque dischi di platino, un disco di diamante e per molti mesi rimase persino al primo posto delle classifiche radiofoniche.

Il padre, col quale da sempre ebbe un rapporto conflittuale, ma che negli ultimi anni sostenne la carriera artistica di Gianna, venne purtroppo a mancare nella triste notte tra il 14 e il 15 febbraio all'età di 86 anni, a seguito di una grave malattia. E' proprio questo padre, in passato così autoritario e severo, ma al tempo stesso così protettivo e fiero della propria figlia, che lei dedicò la canzone "Babbino caro" come simbolo di riappacificazione con la figura paterna.

Finalmente e a distanza di più di 10 anni, riuscì a rimettere mano al progetto dell' opera rock sulla Pia de' Tolomei, di cui vi abbiamo parlato precedentemente: ne uscì un capolavoro, "Pia come la canto io" , seguito da una tournè teatrale a cura di David Zard, che vide susseguirsi sul palco diversi artisti, tra i quali Lola Ponce (vincitrice del Festival di Sanremo 2008 in coppia con Giò di Tonno, proprio con una canzone scritta dalla nostra Gianna , "colpo di fulmine").

Arriviamo ai giorni nostri...2008: "Giannabest" è l'album dell'anno (cinque dischi di platino ed un disco di diamante, primo posto anche nelle classifiche radiofoniche), una raccolta dei suoi più grandi successi più alcuni inediti tra i quali, con grande sorpresa, troviamo "Sola con la vela", la prima canzone di Gianna, scritta da adolescente durante un'estate in Versilia e che non venne mai pubblicata in passato.

Certo, è strano sentire la voce della nostra Gianna nel suo periodo "pre-rock", così come è stato strano, ma decisamente piacevole sentirla duettare ultimamente con Fabri Fibra sul brano "In Italia", ma è una sorpresa che tutti noi fans abbiamo gradito....e chissà quali altre sorprese la nostra Dea del Rock ci riserverà per il futuro!

 

 

FORSE NON TUTTI SANNO.....

 

L'IMPEGNO SOCIALE, UMANITARIO E CULTURALE DI GIANNA NANNINI: 

- Durante gli anni dell'Università Statale a Milano, entra a far parte del movimento "Lotta Femminista";

- Aiuta Amnesty International con la vendita del singolo "Un'estate italiana", per i Mondiali di calcio di Italia '90;

- nel 1994, con l' "Extravaganza Club Tour", Gianna tiene una serie di concerti utilizzando esclusivamente l'energia solare: ciò segna l'inizio della sua collaborazione con gli attivisti di Greenpeace;

- si laurea in filosofia con 110 e lode nel 1994, esponendo la tesi dal titolo "Il corpo nella voce - Relazioni corpo-voce in una prospettiva di antropologia musicale", spaziando la sua argomentazione dai canti rurali alla musica moderna;

- il 14 luglio 1995, alle ore 11.40, a Roma, assieme ad un gruppo di attivisti di Greenpeace si arrampica su un balcone di Palazzo Farnese, sede dell'ambasciata francese, ed improvvisa un concerto di protesta contro la decisione del governo francese di riprendere gli esperimenti nucleari nell'atollo di Mururoa;

- il 13 settembre 1995, nel piazzale dell'Università Palazzo Nuovo di Torino, tiene il concerto per il Tibet al quale partecipano ben tremila persone;

- dopo l'attentato alle Torri Gemelle di New York dell' 11 settembre 2001, partecipa alla Marcia della Pace di Assisi contro la guerra in Kosovo, percorrendo venticinque chilometri a piedi (Gianna era al primo mese di gravidanza e perse il bambino per la prima volta; il secondo aborto avvenne purtroppo l'anno seguente);

- nel 2003 effettua una spedizione in un Medioriente martoriato dalla guerra, con la collaborazione dell'Associazione "Aiutiamoli a vivere", al fine di aiutare a portare farmaci all'ospedale pediatrico di Baquba e contattare gli artisti dell'Accademia delle Belle Arti e della Scuola di Musica.

 

 

ALCUNE CURIOSITA': 

- la copertina dell'album "Una radura" è stata scattata sui pendii dell'Etna, durante un viaggio in moto con un'amica e produttrice televisiva tedesca, Cat;

- da bambina, insieme al fratello Alessandro ed altri amici, fonda il CPG, "Club dei Piccoli Guerrieri": una divertente alternativa agli scout;

- sul finire degli anni '70, due ore prima d i un importante provino con un regista per la realizzazione di un video, a Gianna viene  offerto dell' LSD spacciato come "cartina assorbente" e ciò manda in fumo il progetto;

- "Finiremo in quel caffè di Porta Ticinese" non è solo la frase di una sua famosa canzone: Gianna tenne per diverso tempo alcuni piccoli concerti nell'affollatissimo Caffè dell'Operetta, che si trova proprio a Porta Ticinese (MI);

- la moto di Gianna è una Honda CX 500 Custom di colore nero, acquistata molti anni fa in Corso lodi;

- durante un viaggio in Grecia con un'amica, viene ingiustamente fermata ed arrestata per tre giorni a causa di un malinteso con la polizia turistica, che la scambia per una brigatista;

- la depressione in cui cadde la portò per un breve periodo a diventare coprofaga;

- durante la realizzazione del video di "Fotoromanza" vengono rubati la sceneggiatura ed i vari appunti dei Michelangelo Antonioni;

- venerdì 16 aprile 1993, Radio Italia cambia per ventiquattro ore il proprio nome in "Radio Baccano", in onore al titolo del nuovo singolo di Gianna;

- il 1° gennaio 1995 tutte le emittenti radio, un  minuto dopo la mezzanotte, trasmettono il nuovo singolo "Meravigliosa creatura";

- il padre di Gianna, Danilo Nannini, fu anche Presidente del Siena Calcio per alcuni anni;

- "Sola con la vela" fu la prima canzone scritta e cantata da Gianna con la quale si presentò a diversi concorsi canori per voci nuove nei primi anni '70;

- la Buitoni, nota marca di pasta, nel 1988 realizza per la Francia uno spot avente la canzone "I maschi" come colonna sonora;

- una delle passioni di Gianna è la montagna e fare la rocciatrice, ovvero arrampicarsi sulle pareti rocciose;

- il 19 agosto 2008, sera del concerto a Cagliari, alla guida della sua BMW X5, viene sorpresa dall'autovelox "Provvida" mentre, sul tratto di strada 131 Carlo Felice Sassari - Cagliari supera di 40 km/h il limite di velocità consentito (130 km/h invece di 90 km/h): per lei ritiro immediato della patente per un mese, 370 euro di multa, 10 punti in meno e divieto di guida notturna (dalle 22 alle 7) nei tre mesi successivi al ritiro della patente;

- il 19 settembre 2008, Gianna riceve la medaglia d'oro del Consiglio regionale della Toscana (conseguito precedentemente nel 2006 solo da un'altra donna illustre, Oriana Fallaci) per lo straordinario messaggio di storia della Toscana trasmesso nel mondo non solo per la Pia de' Tolomei, ma anche per il suo ultimo lavoro.